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Automobilisti vs Ciclisti – Veleno sui Social… e loro intanto si arricchiscono?

Sui social la commedia è sempre la stessa: automobilisti contro ciclisti, ciclisti contro automobilisti

Basta aprire Facebook o un gruppo di quartiere: da una parte i post furiosi contro chi pedala piano in mezzo alla corsia, dall’altra le repliche stizzite con il Codice della Strada in mano e le minacce di denunce. Centinaia di commenti carichi di fiele, insulti e tifoserie da stadio tra vicini di casa.

Ma esistono davvero i ciclisti e gli automobilisti?

Fermati un secondo e pensaci: tu quando monti in sella diventi magicamente un “ciclista”? E quando ti siedi al volante diventi un “automobilista”?

Chi di noi pedala ma non ha anche il mazzo di chiavi di almeno una macchina nella tasca dei pantaloni?

Abbiamo tutti la patente, paghiamo tutti il bollo, l’assicurazione salata e i carburanti alle stelle. Non esistono due razze nemiche sul pianeta terra: siamo sempre noi. La stessa identica persona che a volte guida e a volte va in bici, costretta a farsi il sangue amaro per quaranta centimetri di striscia bianca disegnata sull’asfalto.

Ci fanno combattere tra di noi, così li lasciamo in pace?

Ti è mai venuto il dubbio che lo facciano apposta?

Hanno costruito intere città attorno alle automobili. Ti hanno detto: «Costruisci o compra casa dove vuoi, vai in campagna che c’è tranquillità». Tu ci sei andato, ma poi ti hanno lasciato lì, in mezzo al nulla, con le strade piene di buche e neanche un servizio, un negozio o una scuola raggiungibile a piedi.

Così ti hanno costretto a comprare due macchine per famiglia solo per riuscire a mandare avanti la giornata.

E quando finalmente esci per andare a lavorare o a fare una commissione, ti ritrovi imbottigliato insieme a migliaia di persone che stanno vivendo la tua stessa condanna. A quel punto chiunque diventa un ostacolo: chi attraversa sulle strisce, chi va in monopattino, chi pedala piano. Ti dà fastidio perfino un pedone, perché sei bloccato nella lamiera e hai i minuti contati.

Ma la pubblicità dice che questo è il futuro, vero?

In televisione la favola è fantastica: vedi la nuova auto lucida che sfreccia da sola su tornanti deserti al tramonto o attraversa una metropoli vuota e pulita. Ti fanno sentire il più bello, il più libero e il più potente del mondo dentro il tuo salotto con le ruote.

Poi spegni la tv, esci dal garage e la realtà è un’altra: fermo a passo d’uomo dietro al camion della spazzatura, a respirare aria pesante e a farti salire la pressione.

Loro guadagnano miliardi ogni giorno tra rate di finanziamento, assicurazioni, pezzi di ricambio e carburante, mentre noi paghiamo il conto e ci scanniamo col vicino per un parcheggio.

E se preferisci la bici è anche peggio: stai odiando le persone sbagliate

Se ti sposti a piedi o in bicicletta, rischi di cadere nella stessa identica trappola e cominciare a odiare chi guida.

Ma molto spesso chi prende l’automobile lo fa semplicemente perché non ha altra scelta: abita lontano, deve portare i bambini, trasportare pacchi pesanti o fare tragitti dove neanche una bici elettrica può bastare.

Se vuoi la libertà di muoverti in auto devi poterlo fare. Senza sentirti in colpa e senza sentirti il nemico di nessuno.

Il punto non è vietare le macchine, ma dare a tutti la possibilità di non doverle usare per forza. Con le soluzioni che proponiamo su nienteauto.it — come i piccoli autobus a chiamata che arrivano quando serve e ti portano a destinazione — chi vuole alternative comode finalmente le avrà.

E sai cosa succede a quel punto? Che chi ha davvero bisogno dell’auto troverà strade sgombre, zero traffico e parcheggio libero subito, senza fare la guerra a nessuno.